Cosa bolle in pentola?

La Meraviglia del nostro lavoro.

La Parmamenù è una piccola azienda di famiglia, nata 50 anni fa quando in Italia tutto sembrava possibile, bastava la voglia di lavorare, una buona idea e si partiva. Mi ricordo che i miei genitori lavoravano tutto il giorno in bottega e spesso la notte, dopo cena, tornavano in negozio per mettere a posto le scaffalature o preparare il banco salumeria perché il giorno dopo fosse perfetto, come lo desiderava mio padre, un salumiere in giacca da cuoco. Per mamma e papà il lavoro era, dopo la famiglia, il centro della loro vita. Noi rimanevamo in casa con mia nonna, che al mattino seguente sarebbe scesa presto nella piccola cucina della bottega a preparare le sue lasagne di cui ancora oggi tanti nostri clienti mi parlano. Si, perché questa credo sia la vera meraviglia del nostro lavoro. Quando apriamo un locale diventiamo parte del tessuto sociale della nostra comunità. Se lavoriamo bene e con onestà, col tempo diventiamo parte della vita e dei ricordi delle persone che vengono da noi per un caffè, per cena o per fare la spesa quotidiana. L’altro giorno guardavo una giovane coppia che beveva il caffè in hostaria accompagnati dalla loro figliola, una bambina che avrà 4 o 5 anni, vengono tutti i giorni verso le 14. Loro bevono il caffè mentre la bambina mangia i biscottini di frolla che facciamo noi. I miei ragazzi quando li vedono entrare preparano sempre un piattino pieno di biscotti ed è un piacere vederla mangiare i nostri biscottini. È felice. E credo che negli anni noi diventeremo parte dei suoi ricordi d’infanzia. È un onore oltre che un piacere. Col nostro lavoro diventiamo parte delle vite dei nostri clienti un punto vivo della città, col nostro lavoro siamo responsabili della qualità della vita della nostra piccola comunità. Forse esagero, do troppo peso a quello che è il nostro mestiere. Probabilmente è un atto di presunzione, ma quando entro in un nostro locale, e vedo i nostri clienti seduti al tavolo, a chiacchierare, parlando fitto o ridendo allegramente, con la familiarità che avrebbero se fossero seduti al tavolo di casa loro, come si faceva dai mie genitori, 50 anni fa, non posso che essere felice, perché il nostro lavoro di oggi era la vita di tutti i giorni dei miei nella loro piccola bottega, che oggi è diventata grande, ma è sempre casa, per noi che ci lavoriamo e , spero, per voi che venite ogni giorno a trovarci.