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    ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA DOP

    Tanta uva, rigorosamente modenese, tanta cura e soprattutto tanta pazienza, per un prodotto unico e inimitabile, orgoglio delle sue città di produzione. Riconoscibile dalla tipica bottiglia a forma sferica con base quadrata del designer Giorgetto Giugiaro, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è di colore bruno scuro, sciropposo, dal profumo penetrante e persistente. Non troverete una lunga lista di ingredienti: è fatto con solo mosto di uve tipiche modenesi, senza aggiunta di altre sostanze, ed è cotto in caldaie e trasferito poi in botticelle. È caratterizzato da un lento invecchiamento, controllato con attenzione e amore dal produttore, durante il quale le caratteristiche del prodotto guadagnano l’ottimale affinamento. Si può trovare di due tipi, in base all’età: “Affinato”, con invecchiamento minimo di 12 anni, o “Extravecchio”, invecchiato per almeno 25 anni.

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ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA DOP

Storia

Molto apprezzato da più di un millennio e utilizzato già presumibilmente intorno al terzo millennio a.C., l’Aceto Balsamico Tradizionale era considerato come parte del patrimonio familiare e veniva custodito gelosamente nei sottotetto e curato con amore tramandandolo nelle generazioni. Era così importante e prezioso che veniva menzionato nei testamenti e ceduto in dote alle figlie per il matrimonio, e queste tradizioni continuano ancora oggi. Con la nascita della Consorteria, nel 1967, il prodotto è finalmente uscito allo scoperto, stanato da quelle soffitte e dalle Corti dove veniva prodotto, per rivolgersi al mondo come massimo rappresentante di storia, cultura e tradizione gastronomica degli antichi territori del Ducato Estense, che corrispondono alle attuali zone di produzione.



Conservazione

L’Aceto Balsamico Tradizionale non va incontro ad alterazioni durante la conservazione, quindi non ha bisogno di particolari attenzioni: sarà sufficiente tenerlo in un contenitore di vetro, chiuderlo dopo l’uso e riporlo in un luogo fresco e buio, lontano dalla luce del sole. Unico accorgimento: evitate di metterlo vicino a sostanze con profumi pronunciati, perché potrebbero alterarne il caratteristico aroma.

Abbinamenti

Per gustarlo al meglio e mantenere vivi tutti i profumi e sapori caratteristici, vi consigliamo di usarlo “a crudo”. In questo modo, esalterà profumi e sapori del piatto con sole poche gocce. L’abbinamento con il Parmigiano Reggiano è un classico, aggiungendo magari anche qualche fettina di pera. Provate anche a versarne un po’ su una frittata di cipolle, o ad usarlo in un aperitivo alle fragole, o ancora per condire un’insalata o delle fette di roastbeef. I risultati saranno ottimi! In alternativa, potete utilizzarlo anche “a cotto” nella preparazione di alcune pietanze, come quelle tipiche della tradizione modenese – nel coniglio, nel pollo al forno – o altre più innovative. Troverete molte ricette interessanti nel sito del Consorzio. Provatele! O ancora, per assaporarlo al massimo, soprattutto se molto invecchiato, mettetene qualche goccia nell’incavo della mano, tra il pollice e l’indice, e portatelo alla bocca: saranno sprigionati tutti i fantastici aromi di questo eccellente prodotto.

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